Personaggi celebri

Giovanni da Milano

Il pittore Giovanni da Milano fu protagonista della scena fiorentina toscana alla metà del Trecento negli anni caratterizzati tristemente dalla terribile peste nera del 1348. Nativo di Cavesaccio, Giovanni iniziò la propria attività in Lombardia, nei territori dominati dalla potente signoria dei Visconti, alla cui corte soggiornarono fra gli altri Giotto, intorno al 1335, e Francesco Petrarca, nel 1353. In questo clima colto e sofisticato avvenne probabilmente la formazione di Giovanni da Milano, che seppe armonizzare la lezione giottesca con influenze gotiche di provenienza transalpina. Gran parte dell’attività venne tuttavia svolta dal pittore a Firenze, dove egli figura nel 1346, come Johannes Jacobi de Commo, fra i maestri stranieri presenti in città, e dove lasciò i suoi maggiori capolavori, fra i quali il polittico per la chiesa di Ognissanti, gli affreschi della Cappella Guidalotti-Rinuccini. Mentre è un documento fiorentino del 1365 che lo indica con il luogo di origine come pictor de Kaverzaio. Lavorò anche a Roma dove nel 1369 lo ritroviamo in Vaticano assieme a Giottino e ai figli di Taddeo Gaddi, Giovanni e Agnolo, per la decorazione di due cappelle fatte edificare da papa Urbano V durante la sua dimora in Roma. Di questi affreschi non rimane traccia. Dopo questa data non è possibile rilevare date o documenti relativi all’opera del pittore. Il Vasari scrive che «andatosene a Milano vi lavorò molte opere a tempera e in fresco, e finalmente vi morì». Non è possibile verificare tale ipotesi.

Alcune opere:

  • La lunetta dell’Oratorio di Santa Maria delle Grazie di Mendrisio
  • A Firenze: affreschi della Cappella Guidalotti-Rinuccini, Polittico D’Ognissanti alla Galleria degli Uffizzi, Pietà alla Galleria dell’Accademia (per vedere le opere cerca Giovanni da Milano sul catalogo dei musei fiorentini)
  • Alla Pinacoteca di Prato: Polittico di Prato
  • Alla Pinacoteca di Brera di Milano: Cristo Giudice
  • Al Rijksmuseum di Amsterdam: La crocifissione del Rijksmuseum
  • Alla National Gallery di Londra: Cristo e la Vergine con i Santi; Il cristo dell'Apocalisse, la vergine e san Giovanni Battista
  • Al Museo National de Bellas Artes di Buenos Aires: Incoronazione della Vergine
  • Al Metropolitan Museum di New York: Lunetta con la Madonna, il Bambino e i Donatori
  • Al Museo del Louvre a Parigi: San Francesco

Pubblicazione edita dal Comune di Valmorea: Giovanni da Milano, a cura di Luigi Cavadini, introduzione di Mina Gregori, Comune di Valmorea 1980

Carlo Mozart

Fatto singolare nella storia ottocentesca del comune di Valmorea è un lascito testamentario di Carlo Mozart (1784-1858), impiegato dell’Imperial Regio Governo Austriaco in Milano e figlio del celebre musicista Wolfgang Amadeus Mozart. Villeggiante a Caversaccio, di cui apprezzava l’amenità dei luoghi e la salubrità delle acque, lasciò in eredità al comune la casa, sulla quale è riportata una targa che lo ricorda, oltre alla vicina via a lui dedicata. In municipio si conserva una copia del testamento.

Nel 1998 il numero di dicembre dei Quaderni Ambrosiani dell'Associazione Cafe Mozart Centro Studi Mozartiano, pubblicato in collaborazione con il Comune di Valmorea, è stato dedicato alla figura di Carlo Mozart.

Carlo Somigliana

Tra le personalità si ricorda inoltre il professor Carlo Somigliana (1860-1955), insigne fisico e matematico, pronipote di Alessandro Volta. Grande studioso di fisica matematica, ne ebbe la cattedra presso le università di Torino e Pavia. Approfondì in modo particolare la teoria dell’elasticità, ma si occupò anche di geodesia, geofisica, sismologia e elettrostatica. Pubblicò numerose opere di valido contenuto scientifico. Come uomo lo si ricorda per la riservatezza, l’umiltà e la cordialità.

Franco Saldarini

Don Franco (1898-1969), sacerdote della Parrocchia di san Biagio (Casanova Lanza) dal 1932 al 1957. Scrittore, giornalista e cavaliere dell’ordine di Malta fu segretario di padre Gemelli allora rettore dell’Università Cattolica di Milano. Alto, snello, autoritario e intraprendente era stimato in parrocchia e conosciuto anche da personalità italiane dell’epoca, scriveva infatti sulla Domenica del Corriere uno dei settimanali più diffusi.